Bollitori: Domande Frequenti

Il bollitore è sempre più in auge anche nelle cucine degli italiani, nonostante la sua nascita e il primo sviluppo siano avvenuti nel mondo anglosassone. A spingerlo sui mercati è in particolare la rapidità ed efficienza con cui assolve al suo compito primario, quello di riscaldare acqua sino alla temperatura desiderata in un arco di tempo estremamente ristretto. Prima di decidere se adottarne uno o meno, è quindi il caso di cercare di fare chiarezza su una serie di punti che lo riguardano.

Cos’è il bollitore

Per bollitore si intende il piccolo elettrodomestico che serve per preparare acqua calda in un arco di tempo molto più breve di quello di cui necessita invece il tradizionale pentolino. In pratica e a seconda della potenza, questo dispositivo riesce a bollire il liquido in circa un minuto, contro gli oltre dieci di cui necessita il pentolino.

Come funziona il bollitore elettrico

Il funzionamento del bollitore si fonda sulla presenza di una fonte di calore, ovvero di una stufa, su cui deve essere appoggiato in modo che attivi il processo di ebollizione. Nel caso dei bollitori elettrici non esiste però questa necessità, in quanto per rispondere alla loro funzione essi devono essere semplicemente collegati alla presa della corrente elettrica. A rendere possibile tutto ciò è la presenza al loro interno di una resistenza la quale è delegata a convertire l’energia elettrica in energia termica. Il meccanismo in questione può essere azionato spingendo un pulsante, facendo quindi in modo che il resistore elettrico conduca l’acqua ad ebollizione e poi (come avviene nei dispositivi più evoluti) si spenga automaticamente una volta che abbia raggiunto i 100°C o comunque la temperatura che è stata impostata, in modo da evitare per tale via il possibile danneggiamento dell’apparecchio.

Quali vantaggi è in grado di assicurare un bollitore elettrico?

Il gradimento dei consumatori verso il bollitore è dovuto ai tanti vantaggi che esso è in grado di assicurare. Tra di essi, in particolare, occorre ricordare:

  • la rapidità con cui l’acqua viene portata a temperatura di ebollizione, solitamente nell’arco di un minuto (il tempo in questione dipende dalla potenza del dispositivo e dalla quantità di liquido trattato), contro i dieci e oltre necessari al pentolino. In tal modo chi ama il tè o il caffè può prepararne uno con estrema velocità, senza temere di fare magari tardi al lavoro o ad un appuntamento;
  • il bollitore si spegne da solo, una caratteristica molto importante, in quanto una volta che sia stato messo in funzione non si corre alcun rischio che possa succedere qualcosa. Quando l’acqua sarà giunta ad ebollizione il dispositivo provvederà infatti a spegnersi in maniera del tutto autonoma evitando così che l’acqua evapori del tutto o che si possa generare un cortocircuito o altro incidente ricorrente nel caso di un utilizzo sbagliato dei dispositivi elettrici;
  • il risparmio energetico che riesce a conseguire, contrariamente a quanto si pensa, soprattutto nel caso in cui venga utilizzata solo l’acqua che si prevede di utilizzare. In un Paese come il nostro, ove l’energia elettrica costa molto, si tratta di un vantaggio da non trascurare, traducendosi in una bolletta più leggera;
  • le ridotte dimensioni che ne consentono un facile spostamento, rendendolo quindi perfetto per il campeggio oppure per l’ufficio;
  • la grande eleganza del design, diretta conseguenza della vera e propria gara inaugurata da molti designer al fine di dare la loro personale interpretazione del dispositivo. In tal modo il bollitore elettrico può trasformarsi in un vero e proprio oggetto di arredamento, con prodotti di stile moderno, caratterizzati da linee razionali ed eleganti, o retrò, capaci di suscitare ondate di nostalgia.

Cos’è la capacità di un bollitore?

Per capacità di un bollitore si indica la quantità di acqua che può essere riscaldata nel corso di una sola sessione di lavoro. Solitamente si dividono i bollitori in tre fasce di capacità:

  1. di taglia piccola, ovvero sino a mezzo litro, la capacità che distingue in particolare i cosiddetti modelli da viaggio, coi quali si può preparare tra una e due tazze di tè;
  2. di taglia media, in cui rientrano i prodotti sino a 1.3 litri, grazie ai quali si può non solo preparare sino a quattro tazze di tè, ma anche bollire l’acqua per la pasta;
  3. di taglia grande, ovvero sopra 1.3 litri, coi quali si può preparare il necessario per appuntamenti conviviali cui partecipino molte persone.

Cos’è la potenza di un bollitore?

Per potenza si indica quella espressa in watt dal bollitore, da cui dipende in pratica la sua capacità di portare rapidamente a ebollizione l’acqua. Dalla potenza dipende anche il possibile risparmio energetico, in quanto se ad esempio si utilizza un bollitore di piccole dimensioni per scaldare un litro d’acqua si renderanno necessarie due sessioni di lavoro, contro quella singola che può bastare ove si utilizzi un prodotto di taglia media.

Quali sono i materiali impiegati?

Tra i criteri che dovrebbero consigliare la scelta di un bollitore rispetto ad un altro magari della stessa potenza, ci dovrebbe senz’altro essere la qualità dei materiali impiegati per costruirlo. Al proposito va ricordato che quelli usati solitamente dalle case produttrici sono l’acciaio inossidabile e la plastica. Si tratta di due soluzioni molto diverse: se infatti da un lato l’acciaio inox è in grado di assicurare elevata resistenza al bollitore e si rivela perfetto per i cosiddetti bollitori di design, dall’altro la plastica può dare vantaggi in termini di leggerezza, venendo quindi impiegata soprattutto per i modelli da viaggio. Se si opta per i materiali plastici, occorre però assicurarsi che siano bpa free, ovvero atossici, in quanto il bollitore lavora con acqua che viene portata a temperature molto alte e che potrebbero quindi comportare il rilascio di sostanze tossiche per l’organismo umano.

Esistono modelli senza fili?

Sì, esistono anche modelli senza fili, ovvero quelli a batteria. Va però sottolineato come sia abbastanza complicato realizzare bollitori di questo genere, in quanto per portare l’acqua a temperatura di ebollizione serve molto calore. Quando è presente una batteria, essa ha soprattutto la funzione di mantenere l’acqua calda una volta che il dispositivo abbia provveduto a spegnersi.
Solitamente, i bollitori senza fili sono provvisti di avvolgicavo, un piccolo dispositivo il quale consente di avvolgere il cavo facendolo sparire al loro interno e lasciando all’esterno soltanto la spina. Quindi non sono apparecchi sprovvisti completamente di filo, ma provvedono semplicemente a nasconderlo alla vista, in modo da ridurre al minimo l’ingombro.
Esiste poi un altro tipo di bollitore senza fili, quello formato da una base che si attacca alla presa e una caraffa rimovibile, il cui vantaggio consiste nel fatto che possono essere direttamente portati in tavola alla stregua di una teiera.

Cosa si intende per bollitore programmabile?

Il bollitore di oggi non è più quello degli inizi, ma un vero e proprio concentrato di tecnologia di ultima generazione. Tra le tante funzioni presenti va ricordata quella che ne consente la programmazione, indicando al dispositivo quando deve attivarsi per riscaldare l’acqua. Si tratta di una funzione molto utile per chi ad esempio la mattina deve sbrigarsi per recarsi al lavoro, oppure per chi alla sera torni e voglia degustare una buona tazza di tè senza dover pensare a nulla.

E’ possibile mantenere l’acqua calda all’interno del bollitore?

Sicuramente. Esiste una funzione che consente al bollitore di tenere in caldo l’acqua una volta che sia stata raggiunta la temperatura desiderata. A rendere possibile ciò è in particolare l’entrata in funzione di una batteria, grazie alla quale il dispositivo continua a operare nonostante il conseguimento dell’ebollizione.

Il bollitore può essere controllato da remoto?

Il controllo da remoto è una delle nuove funzioni che si sono affermare nel settore dell’IoT (Internet of Things) negli ultimi anni e anche il bollitore ne ha usufruito. In pratica basta stabilire un contatto tra il dispositivo e il proprio smartphone mediante una app per poter dare una serie di direttive al bollitore. Una funzione che può rivelarsi estremamente utile, in quanto può attivare l’ebollizione dell’acqua in vista del rientro nell’abitazione, oppure posticiparla nel caso di un disguido tale da impedirlo.

E’ possibile controllare il livello dell’acqua?

Il livello dell’acqua è facilmente controllabile nel caso in cui la brocca sia costruita con vetro pyrex, ovvero sia trasparente. In caso contrario è presente una finestrella graduata che consente di farlo con estrema facilità.

Come si pulisce il bollitore

Il bollitore tratta acqua, che molto spesso contiene una percentuale elevata di carbonato di calcio, ovvero il calcare. In piccole dosi esso non ha grandi conseguenze per l’organismo umano, ma può andare a cumularsi all’interno del dispositivo grazie ad un filtro il quale gli impedisce di essere bevuto dagli utenti. Il filtro, a sua volta, deve ossere oggetto di manutenzione ordinaria continua, ovvero alla necessaria pulizia, al fine di continuare ad esercitare al meglio il proprio compito. La rimozione del calcare è necessaria soprattutto per consentire al bollitore di continuare a lavorare con prestazioni soddisfacenti, con vantaggi di non poco conto sulla bolletta energetica.
Va però ricordato come sia assolutamente sconsigliabile utilizzare prodotti chimici in queste operazioni, oppure prodotti anti-calcare, in quanto nocivi per la nostra salute. Si può invece ripiegare su prodotti naturali come il succo di limone o l’aceto bianco. Si può anche provvedere con acido citrico, da acquistare in farmacia o erboristeria, il quale deve però essere maneggiato con estrema cautela.

La temperatura del bollitore può essere regolata?

Il bollitore ha come sua principale funzione quella di portare a temperatura di ebollizione l’acqua, che come è noto avviene a 100° C. Va però sottolineato come nel caso del tè la temperatura ideale per esaltarne le doti è poco sotto quella di ebollizione: il tè nero, ad esempio, esige circa i 90 °C, 5 in più di quelli necessari per un tè Oolong. Soltanto il Pu-erh, un tè nero tipico della Cina, dovrebbe raggiungere i canonici 100°C.
Per poter agire sulla temperatura, le case costruttrici mettono a disposizione un termostato. Si tratta di una funzionalità molto preziosa in quanto l’acqua bollita contiene una minor quantità di ossigeno, fattore necessario per permettere alle foglie di tè di srotolarsi con maggiore facilità. favorendo in tal modo la perfetta infusione, che viene ad essere vanificata nel caso in cui l’acqua sia versata nel momento in cui si trova ancora nella fase di ebollizione.

Oltre al tè cosa si può preparare con il bollitore?

Come abbiamo ricordato, il bollitore viene utilizzato soprattutto per preparare una o più tazze di tè, oppure di caffè. Può però essere utilizzato anche per la preparazione della pasta, magari utilizzando i modelli di maggiore capacità. E’ anche possibile utilizzarlo per scaldare il latte necessario ai bambini più piccoli, proprio impostando la temperatura desiderata e ritenuta più adatta per i piccoli.

Il bollitore fa molto rumore?

La questione della rumorosità degli elettrodomestici è sempre più considerata dai consumatori, proprio in considerazione del fatto che l’inquinamento acustico è sempre più presente nella nostra vita di tutti i giorni. Anche il bollitore fa rumore, il cui livello aumenta proporzionalmente alla potenza del dispositivo. Chi intenda eliminare o perlomeno attenuare il problema, può comunque ricorrere ai bollitori recanti il marchio “Quiet”, senza chiedere informazioni al rivenditore che potrebbero essere intenzionalmente errate.

E’ importante l’impugnatura?

Quando si sceglie un bollitore è importante riservare attenzione all’impugnatura, che deve essere non solo ergonomica, ovvero favorire la presa, e leggera, ma anche in grado di assicurare il necessario isolamento termico, proprio in considerazione del fatto che si tratta di un dispositivo che opera ad elevate temperature.

Quanto può costare un bollitore?

Naturalmente, proprio in considerazione del fatto che in commercio siano presenti moltissimi modelli diversi, il costo di un bollitore può variare molto. Nel caso di quelli level entry, magari in plastica e sprovvisti di funzioni particolarmente evolute il prezzo di acquisto può attestarsi sui 20 euro circa. Un prezzo destinato a salire anche in maniera notevole nel caso di un bollitore di design di elevata capacità e distinto da un livello tecnologico molto elevato. In questo secondo caso il prezzo può arrivare oltre il centinaio di euro.
Proprio per questo motivo si consiglia di partire dalle proprie esigenze per effettuare un acquisto in grado di conseguire un elevato rapporto tra la qualità del prodotto e il prezzo necessario per poterlo aggiungere alla propria dotazione.

Sono laureato in Lettere e filosofia, con una tesi sul confine orientale italiano alla fine della Prima Guerra Mondiale. Scrivo da anni sulle più svariate tematiche, dall’economia allo sport, passando per le criptovalute, le energie rinnovabili e molto altro.

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